Avete twittato su WikiLeaks? Il governo Usa vuole saperlo
Il dipartimento di Giustizia Usa non demorde e per favorire l’inchiesta contro @ ha ordinato a Twitter di sequestrare tutti i messaggi (“tweet”) scambiati sul social network dagli amici del sito di rivelazioni scomode fondato da Julian Assange.
Tra i messaggi privati richiesti a Twitter ci sono quelli del membro del parlamento islandese Birgitta Jonsdottir, nota simpatizzante e volontaria di WikiLeaks, un tempo anche amica di Julian Assange: “Ho 10 giorni per oppormi alla richiesta, devo aderire per vie legali altrimenti Twitter consegnerà i miei messaggi” ha scritto dal suo account @.
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Ma la richiesta include tutti gli indirizzari email e le informazioni note sui conti degli utenti, tutti i tracciati delle loro connessioni online compresa la durata, tutti gli indirizzi Ip utilizzati per acceder a Twitter, tutti gli indirizzi email utilizzati, e tutte le fonti di pagamento, anche le informazioni sui conti bancari e sulle carte di credito.
Il trattamento riservato agli amici di Wikileaks, trattati alla stregua di criminali, è inquietante se si pensa al fatto che Wikileaks ha semplicemente pubblicato informazioni classificate che mostravano che cosa stava facendo il governo americano: una cosa che i giornalisti investigativi americani per definizione hanno sempre potuto fare, garantiti da quei meravigliosi princìpi dettati dalla Costituzione degli Usa che restano un faro per le democrazie del mondo.
Fonte:
http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_articolo=1305&ID_blog=2&ID_sezione=3


